Una della piccole “sfide” che, come genitori di un bimbo di due anni, stiamo vivendo è quella del pranzo fuori casa.

Così è arrivata anche lei, l'estate. 

L’aspettavamo perché ci avevano detto che avrebbe spazzato via – almeno per un po’ –questo virus che ha rivoluzionato – letteralmente – le nostre vite.

Così titolerei questi giorni. Giorni un po’ tristi, tanto che anche il tempo meteorologico li accompagna come sa fare...con la pioggia.

Forse sono queste le tre parole che hanno maggiormente accompagnato la nostra prima uscita di famiglia

Ce n’è poi un’ultima...corse. Sì, perché se c’è una cosa che nostro figlio ha fatto durante questa giornata è stato proprio correre...come se non lo facesse da troppo tempo.

La musica. Accompagna i momenti che poi diventano ricordi, scalda il cuore ogni volta che la stessa ritorna, coccola perché quella canzone la cantava la mamma,

Quando diventi mamma – quasi sempre – ti scordi quasi totalmente della stanchezza.

La tua vita cambia centro, sogni e bisogni cambiano.

Insomma, è in corso una vacanza “forzata” che è scivolata su noi genitori e ha impattato su ciascuno in modo diverso.

Mi sono ritrovata a porre questa domanda a me stessa in questa settimana, durante la quale ogni cosa che accadeva – lavorativa e non – nella mia testa era ricondotta al fatto di essere mamma. Così mi sono detta, “ma se ti chiedessero cosa fai nella vita...risponderesti la mamma?”. Sì, risponderei così.

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